LA PAGINA DEI BAMBINI.

 

(Archivio a.s.2004/05)

IL PASSERO DISPERATO

Fiaba inventata dai bambini
sezione 5 anni

C’era una volta un passero molto triste perché non trovava più da mangiare; la neve aveva coperto tutto.

Di lì passò la fata Elisa, una fata che aveva le ali, i capelli biondi e il vestito rosa. Sentì cinguettare e vide il passero, la fata gli chiese perché piangesse e il passero rispose che non trovava nulla da mangiare perché la neve aveva coperto tutto.
La fata gli dice che sarebbe passato di li un principe e di chiederlo a lui che ne aveva nella borsa. Va bene rispose il passero. Il tempo passa e fa molto freddo il passero aspetta, aspetta poi finalmente arriva il principe ; il passero poverino era tutto congelato tremava non riusciva a muoversi il principe allora lo scalda con la sua coperta poi gli da delle briciole di pane. Il passero che era diventato così in seguito ad un incantesimo che aveva fatto una strega cattiva, torna quello che era ,una principessa. Il principe e la principessa si sposano e vanno a vivere in uno splendido castello.

E così vissero felici e contenti…

 

 

 

Anche lui

Stava sempre appeso a testa in giù e proprio per questo i suoi occhi riflettevano le stelle nelle calde notti estive, gli arcobaleni dopo i temporali e la profondità dei cieli primaverili.
Per questo sembrava strano agli animali: “E’ troppo lento...” “Vive a testa in giù”.
Colpito da questi giudizi si ritirava sui rami sempre più alti evitando la vita frenetica delle radure della foresta.

Un giorno di primavera le grandi ombre delle nuvole correvano sul suolo dove gli animali si muovevano indifferenti... Senza accorgersi che la più lenta era più grande era quella del condor che roteava alto nel cielo cercando la preda.

Solo lui che guardava fisso nel cielo se ne accorse e capì il pericolo. Allora gridò, gridò più volte...

... Gli animali fuggirono in tempo e, per quella volta, il condor volò via senza avere ucciso.
Ora lui ha molti amici e gli animali hanno capito che anche chi vede il mondo capovolto può essere importante.

Pino Lgabue   per A.N.F.A.S.S.

 

 

L’accoglienza è un dovere morale. (E. LE’VINAS)

“Oggi la scuola si pone, tra gli altri,l’obiettivo di educare all’intercultura e alla mondialità.di questa educazione l’accoglienza è uno degli atteggiamenti fondamentali: un’accoglienza che non è un semplice atto di ospitalità, né una <sacralizzazione formale> dello straniero ospite, né una assimilazione incondizionata o peggio ancora una risposta al fenomeno in termini di separazione e discriminazione.
E’ invece un atteggiamento etico che obbliga alla responsabilità  verso l’altro e che attiva poteri particolari
<di accoglienza, dono, di mani piene, di ospitalità>

La nostra scuola accoglie numerosi bambini provenienti da altri paesi e il tradurre in piccolo spettacolo questo racconto ci è sembrato un modo per “ACCOGLIERE”  e permettere a tutti di vivere un momento di festa insieme.

Adattamento della storia “Buon Natale Samira” di Max Bolliger

C’era una volta una bambina che si chiamava Samira, aveva i capelli crespi e la sua pelle era marrone scuro. Samira veniva da un paese lontano, nel quale le feste erano diverse dalle nostre. Per questo la bambina non sapeva cos’era il Natale.
La bambina incontrava questo nome dappertutto.

Nelle strade illuminate a festa erano in vendita e dolci di Natale, biglietti di Natale, candele di Natale, regali, pacchetti, persino fiori che si chiamano stelle di Natale.
Samira andava a scuola come tutti i bambini e all’inizio di dicembre la maestra portò a scuola una  ghirlanda di Natale.

Così Samira raccolse tutto il suo coraggio e, finalmente si azzardò a chiedere: “Ma cos’è il Natale ?”
“Il Natale? Già, cos’è veramente?”, chiese la maestra un po’ sorpresa ai bambini.
E tutti insieme gridarono:

"E’ Natale quando dipingiamo tante stelle sulle finestre!"

"E’ Natale quando prepariamo  l’albero di Natale !"

"E’ Natale quando arriva Babbo Natale !"

Ai  bambini venivano in mente idee sempre nuove, ma Samira non era ancora riuscita a capire che cos’era il Natale.
“Per me , disse la maestra, è Natale quando tutti insieme raccontiamo la storia di Gesù amico di tutti i bambini del  mondo.
Samira ascoltava attenta “Adesso so cos’è il Natale, è quando siamo tutti amici nonostante le nostre diverse radici”.

 

        E’ Natale che bello siamo tutti amici

        nonostante le nostre diverse radici.

        E’ Natale che bello siamo più felici!