IL SIGNORE E LE
DAME
Tutto ciò che accadeva al
castello, accadeva per compiacere il Signore e la sua sposa. La vita al castello,
però, era anche scandita dagli impegni di governo. Quotidianamente il sovrano
doveva prendere in considerazione le più disparate richieste. Talvolta capitava
che gli eventi trattenessero per mesi il Signore lontano dal castello. A
sostituirlo nell’incombenze quotidiane era spesso la moglie che, destinata al
rango fin da bambina, veniva educata anche al comando e all’amministrazione
dello stato. Il signore aveva il diritto di imporre tasse e richiedere servizi
ai propri sudditi, ma aveva anche il dovere di difenderli in caso di guerra. Se
escludiamo i casi in cui nella costruzione prevaleva il carattere militare, i
castelli potevano essere visti come fastose magioni dotate di appartamenti
privati, sale di soggiorno per le dame e i bambini, saloni per le feste,
biblioteche.
I cavalieri erano al
servizio del signore e combattevano duramente le guerre a cavallo. Seguivano il
signore nelle spedizioni, combattevano per lui e ne condividevano la vittoria o
la sconfitta. I cavalieri potevano essere i figli minori del signore, i cadetti
( cioè i figli nati dopo il primo ). La carriera del cavaliere cominciava dall’
infanzia, quando il ragazzo veniva inviato al castello di un potente come
paggio, al servizio del signore e della corte. Nell’ adolescenza diventava
scudiero assegnato al servizio di un cavaliere, al quale portava le armi sul
campo di battaglia o che scortava nelle battute di
caccia. Quando veniva ritenuto maturo, tra i 15 e i 18, veniva nominato
cavaliere durante una solenne cerimonia detta ADDOBBAMENTO. Il cavaliere aveva
dei grossi vantaggi nei confronti dei soldati appiedati. Questo era però un
concetto valido solo in uno scontro diretto. Ma un’ ulteriore evoluzione
tecnica doveva scuotere dalle fondamenta la spavalda sicurezza dei cavalieri:
l’invenzione della balestra. Sfruttando un sistema meccanico questa arma poteva
infatti imprimere a pesanti dardi un’accelerazione impressionante e perforare
una corazza 50m di distanza.
LE ARMI E LE ARMATURE
Nel Medioevo i
protagonisti della guerra erano i cavalieri e i fanti:
il primo, alto
sul suo cavallo, era protetto da una robusta armatura e brandiva armi pesanti;
|
|
|
|
|
armatura medievale |
cavalieri |
duellanti |
il secondo si
muoveva a piedi e portava armi più leggere come picche, archi e balestre.
balestra
arco
DIVENTARE CAVALIERE
Diventare cavaliere
richiedeva un lungo apprendistato. Il giovane apprendista cavaliere avrebbe
passato la sua adolescenza al castello insieme ad altri coetanei sotto la guida
di un tutore che lo avrebbe iniziato alla vita in società e ai suoi doveri di
guerriero. Innanzitutto avrebbe imparato a parlare forbitamente, a leggere e a
scrivere, a barcamenarsi con un po’ di latino, lingua ufficiale della Chiesa.
Anche nei giochi non perdeva
mai di vista l’obbiettivo finale: incoraggiate erano la lotta, che fortificava
il corpo, e le battaglie tra soldatini che lo abituavano all’idea della guerra.
Venivano infine le armi vere e proprie: spade, lance e scudi.